La maggiore aspettativa di vita aumenta il consumo prolungato di farmaci: l’industria farmaceutica può vincere questa sfida con una produzione di farmaci più efficiente?

Continuous processing

L’industria farmaceutica si trova a fronteggiare una sfida di cui è in parte responsabile.

Il settore, infatti, è riuscito a creare prodotti così efficaci nell’aumentare la vita media degli individui che la spesa totale per il consumo di farmaci a livello mondiale è diventata quasi insostenibile. Per valutare le possibili risposte delle aziende farmaceutiche a questo problema, WMFTG ha interpellato i principali esperti del settore per discutere le alternative a disposizione per produrre nuovi farmaci più velocemente e a minori costi e rispondere così alle crescenti esigenze di una popolazione che invecchia e di budget sanitari sempre più ridotti. 

Il nuovo rapporto, pubblicato oggi, vede tra i coautori il National Institute for Bioprocessing Research and Training, O’Hara Technologies e Watson-Marlow Fluid Technology Group. 

In Italia, l’aspettativa media di vita è aumentata di oltre 10 anni dal 1960, con un numero crescente di pazienti affetti da patologie croniche. Ciò, a sua volta, costringe i sistemi sanitari a una continua ricerca di risorse da destinare alle cure e obbliga le aziende farmaceutiche a escogitare modalità sempre più efficienti per la produzione dei farmaci. La situazione è particolarmente critica in Europa, dove i limiti di bilancio impongono paletti rigidi ai rimborsi sui farmaci. Per ridurre al minimo i costi, perciò, si deve incidere sulle fasi di sviluppo e produzione dei farmaci.

La produzione di nuovi farmaci si affida agli ultimi progressi nelle tecnologie di produzione, che tuttavia non sono ancora sufficientemente innovative. Il documento, firmato da autorevoli esponenti del settore, quali John Milne, Direttore didattico presso il National Institute for Bioprocessing Research and Training, Jim Marjeram, Direttore settore tecnologico presso O’Hara Technologies e Dr Chris Palmer, Tubing Product Manager presso WMFTG, affronta l'ascesa della lavorazione continua e l’impatto sulla produzione farmaceutica. 

“La lavorazione continua non è un concetto nuovo”, spiega Jim Marjeram. “Il settore farmaceutico ha recepito tale novità in ritardo, principalmente per motivi di carattere normativo. A distanza di anni, i soggetti operanti nel settore farmaceutico comprendono i vantaggi economici della lavorazione continua e qualcosa inizia finalmente a muoversi.”

John Milne aggiunge: “Vi sono una serie di difficoltà tecniche nell’attuare la lavorazione continua, dovute, ad esempio, all’integrazione di sistemi produttivi diversi e al rispetto degli obblighi normativi. Questi aspetti non ci devono far desistere dall’abbracciare le nuove tecnologie, ma richiedono piuttosto un'attenta analisi nella progettazione delle opzioni migliori per i singoli processi.” 

Scarica l’articolo per conoscere l’autorevole parere degli esperti in merito alla produzione continua nell’industria farmaceutica.


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